PRG, limitazione del consumo di suolo, rigenerazione urbana

Occorre una nuova visione dello sviluppo e dello stare insieme, passando a un sistema in grado di far crescere l’economia senza distruggere l’ambiente

Si tratta di riconvertire l’economia passando dai combustibili fossili alle rinnovabili, contenere l’uso delle risorse naturali attraverso la riduzione degli sprechi, il riuso e riciclo di oggetti e materiali alimentando la cultura del “non spreco” (Economia circolare), limitare il consumo di suolo e favorire l’agricoltura. Occorre pensare a rendere vivibile , bella e attraente la nostra città,  puntare all’equilibrio dell’intero “ecosistema” anche riconoscendo l’importanza degli habitat, sviluppare la mobilità dolce.

Il territorio è una responsabilità centrale perché incide su ambiente, qualità della vita e sviluppo. Anguillara deve superare il modello di espansione e puntare su riuso e sostenibilità. La rigenerazione urbana e produttiva diventa la strategia per migliorare quartieri, servizi ed economia senza consumare suolo. È una scelta politica: meno cemento, più qualità urbana e pianificazione seria.

1.1 PRG, consumo di suolo, rigenerazione urbana

Il Piano Regolatore di Anguillara è nato negli anni ’70 e, nonostante aggiornamenti successivi, oggi non rispecchia più la realtà demografica ed economica del territorio. Prevede espansioni edilizie sovrastimate che hanno prodotto aree edificabili inutilizzate e bloccate. Serve una revisione orientata alla sostenibilità: meno consumo di suolo, più recupero dell’esistente. L’obiettivo è semplificare le norme e rendere il piano coerente con i bisogni reali della comunità.

1.2 Rigenerazione urbana – visione generale

La rigenerazione urbana è l’alternativa alla crescita urbana indiscriminata del passato: significa riqualificare ciò che già esiste invece di costruire su nuovo territorio. Ad Anguillara questa è una scelta naturale, perché la città è già consolidata e non cresce più come un tempo. Recuperare aree degradate ed edifici obsoleti migliora qualità urbana, servizi e ambiente senza consumare suolo. È una strategia di sviluppo sostenibile, non solo urbanistica ma sociale ed economica.

1.2.1 Quadro normativo

La Regione Lazio ha introdotto norme che spingono i Comuni a rigenerare le città esistenti invece di espanderle. Il Comune ha quindi il compito di individuare le aree da riqualificare, stabilire regole chiare e concedere incentivi solo quando c’è un beneficio pubblico reale. La rigenerazione non è costruire di più, ma costruire meglio e dove serve. Serve una regia pubblica forte per orientare gli interventi alla qualità urbana.

1.2.2 Strategia comunale

Il primo passo sarà mappare con precisione il territorio per individuare le zone dove intervenire: edifici vecchi, aree degradate o spazi urbani incompleti. Questo permetterà di concentrare gli interventi dove portano benefici reali ai quartieri. L’obiettivo è riutilizzare il costruito esistente evitando nuove espansioni. Così la rigenerazione diventa una strategia concreta e non solo un principio.

1.2.3 Interventi concreti

La rigenerazione riguarderà edifici, aree inutilizzate e spazi pubblici. Si promuoveranno ristrutturazioni e sostituzioni edilizie per avere edifici più sicuri, efficienti e meglio inseriti nel contesto urbano. Le aree sottoutilizzate potranno accogliere servizi e attività di quartiere. Ogni intervento dovrà migliorare anche verde, mobilità e qualità degli spazi pubblici.

1.2.4 Premialità urbanistiche

Gli incentivi urbanistici saranno concessi solo quando gli interventi portano vantaggi concreti alla collettività, come più verde, migliori prestazioni energetiche o nuovi servizi. Non saranno diritti automatici per chi costruisce. Serviranno a orientare il mercato verso progetti di qualità. Così l’interesse pubblico resta la priorità.

1.2.5 Governance e partecipazione

La rigenerazione richiede un Comune attivo che coordini pubblico e privato con regole chiare e procedure semplici. Saranno promossi accordi, confronto con cittadini e operatori e processi trasparenti. L’urbanistica non deve essere solo autorizzazioni, ma progettazione condivisa della città. L’obiettivo è trasformazioni controllate e di qualità.

1.2.6 Rigenerazione come pilastro del nuovo PRG

La revisione del PRG metterà al centro il riuso dell’esistente e ridurrà le previsioni edificatorie non più realistiche. La priorità diventa rafforzare servizi e città pubblica invece di espandere l’abitato. Prima si recupera ciò che c’è, poi solo se serve si pianifica il nuovo. 

1.3. Area artigianale e produttiva – visione

L’area artigianale di Anguillara è una risorsa importante ma oggi poco utilizzata, perché regolata da norme rigide e superate. L’obiettivo è trasformarla in un polo produttivo moderno, flessibile e integrato con la città. Può generare lavoro e sviluppo senza consumare nuovo suolo. Va quindi rigenerata sia nelle funzioni sia nella qualità urbana. 

1.3.1 Criticità normative

Le regole attuali consentono poche attività e non si adattano alle nuove economie locali. Questo ha bloccato l’insediamento di imprese e lasciato spazi inutilizzati. L’area è rimasta ferma mentre il sistema produttivo cambiava. Serve quindi aggiornare le norme per sbloccarne il potenziale. 

1.3.2 Evoluzione produttiva

Oggi l’economia locale comprende artigianato evoluto, servizi, digitale e attività creative, non solo produzione tradizionale. L’area artigianale può diventare il luogo naturale per queste nuove attività. Ma serve superare l’idea di comparto rigido e settoriale. Va pensata come spazio produttivo contemporaneo e multifunzionale.

1.3.3 Nuovi criteri di compatibilità

Le attività non saranno più definite da un elenco rigido, ma valutate per compatibilità ambientale e urbana. Contano impatto, traffico, rumore e coerenza con il contesto. Questo permetterà più funzioni senza creare conflitti con la città. L’area diventerà così più attrattiva e dinamica.

1.3.4 Interventi sull’area artigianale

La rigenerazione riguarderà anche edifici e spazi pubblici: capannoni riqualificati, efficienza energetica, viabilità e verde migliorati. Spazi inutilizzati potranno ospitare imprese, laboratori, coworking e formazione. L’obiettivo è creare un ambiente produttivo moderno e funzionale. Così l’area torna viva e competitiva.

1.3.5 Area artigianale come ambito di rigenerazione

L’area sarà riconosciuta come ambito prioritario di rigenerazione urbana nel nuovo PRG. Questo permetterà incentivi e procedure semplificate per recuperare edifici esistenti. La rigenerazione produttiva diventa parte della strategia urbanistica complessiva. Sviluppo economico e qualità urbana vanno insieme.

1.3.6 Ruolo del Comune

Il Comune aggiornerà le norme, definirà linee guida e favorirà accordi pubblico-privati. Le procedure saranno semplificate per le attività compatibili. L’obiettivo è un quadro chiaro che attragga investimenti e sostenga le imprese locali. L’area artigianale deve tornare luogo di lavoro e opportunità. 

1.4 Obiettivo triennale – Atti preliminari ed interventi sostenibili per la riduzione/arresto del consumo di suolo 

Il governo del territorio seguirà un percorso triennale graduale: prima analisi e indirizzi, poi strumenti, infine attuazione. Pianificazione, partecipazione e interventi concreti saranno integrati. Non promesse immediate ma lavoro strutturato. L’obiettivo è costruire basi solide per il nuovo PRG.

Entro tre anni il Comune avrà avviato il nuovo PRG, sbloccato la rigenerazione urbana e produttiva e creato regole chiare per cittadini e imprese. Non espansione edilizia ma miglioramento della città esistente. Un percorso ordinato e sostenibile.

Saranno avviate le seguenti azioni:

    1. stesura e validazione del testo coordinato delle NTA e graficizzazione delle osservazioni al PRG accolte integralmente, parzialmente o con prescrizioni;
    2. individuazione ed acquisizione degli standards urbanistici non ancora acquisiti, realizzati o decaduti e non rinnovati del PRG del 1978 e di quelli approvati con la Variante al PRG dal consiglio regionale il 13/06/2017, così come integrata dalle successive sentenze del TAR Lazio del 26/11/2018 e Consiglio di Stato del 17/10/2019 (decadenza ”zone bianche“ senza programmazione, 5 anni);
    3. individuazione/elenco delle aree soggette ai Piani Particolareggiati e loro programmazione/priorità (decadenza ”zone bianche“ senza programmazione, 10 anni);
    4. stato di attuazione dei Piani di Recupero Urbanistico perimetrati dal PRG e loro programmazione/priorità, con attenzione particolare a quelli ricadenti in ambiti soggetti a vincolo paesistico dal PTPR, e tra questi quello di Vigna di Valle;
    5. individuazione ed attuazione degli “Ambiti territoriali di delocalizzazione” (di cui L.R. sulla Rigenerazione Urbana), in quanto “aree di atterraggio” previste per ospitare volumetrie di edifici da demolire e ricostruire, o riconoscimento di diritti edificatori, provenienti da “aree di decollo” soggette a vincoli ambientali e/o urbanistici distinte tra loro per destinazioni d’uso compatibili o complementari, e che utilizzano le procedure previste per le cessioni perequative e/o compensative, le premialità, i crediti volumetrici, ecc.;
    6. individuazione degli “Ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio” per interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica o di demolizione e ricostruzione di edifici con destinazione d’uso di attività produttive non più compatibili con le zone residenziali, da delocalizzare nell’area artigianale delle Pantane, così come previsto dalla L.R. sulla Rigenerazione Urbana, previa realizzazione di adeguata viabilità di accesso all’area, o in quanto “stralcio funzionale della strada di collegamento Anguillara-Cesano”;
    7. riduzione/eliminazione delle aree a destinazione commerciale per media e grande distribuzione previste dalla VPRG del 2017 da trasferire e ricollocare all’interno dell’area artigianale delle Pantane, per la creazione di una zona con destinazioni d’uso compatibili o complementari tra loro: produttiva, direzionale e commerciale limitatamente alle medie e grandi strutture di vendita.
    8. bando pubblico per raccolta di adesioni volontarie per rinuncia aree classificate edificabili dalla V-PRG/2017, da ricomporre in ambiti omogenei edificabili e non edificabili, e per colture e superficie (orti urbani, seminativo, boschivo e/o riforestazione urbana, ecc.);
  • Recupero e riqualificazione degli insediamenti rurali non più funzionali come compendi agricoli neorurali (art. 6, Disegno di legge 2383 sul Consumo di suolo), in quanto “provvisti delle dotazioni urbanistiche ed ecologiche e delle nuove tecnologie di comunicazione e di trasmissione di dati,ferma restando la prevalente destinazione ad uso agricolo, possono essere previste anche svariate destinazioni d’uso;
  1. censimento comunale delle aree ed edifici pubblici e privati sfitti, non utilizzati e abbandonati, da acquisire e recuperare;
  2. oneri di urbanizzazione e/o contributi straordinari provenienti dall’applicazione della L.R. n° 17/2017, vincolati e destinati prioritariamente alla realizzazione di interventi di Rigenerazione Urbana, acquisizione e realizzazione di standards urbanistici, interventi di mitigazione ambientale, di riduzione/eliminazione del rischio di dissesto idrogeologico, ecc.;
  3. Elaborazione di un piano di Regimentazione delle acque meteoriche attraverso opere di ingegneria naturalistica (bacini di laminazione, canali inerbiti, vasche di raccolta per giochi d’acqua ed arredo urbano, ecc.) per la mitigazione del rischio da allagamenti e dissesto idrogeologico.
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