Sicurezza territoriale e stradale
La sicurezza è uno dei paradigmi per organizzare la vita quotidiana delle città
La convivenza civile, la tranquillità delle persone, la più ampia fruibilità dei beni comuni, la tutela della qualità della vita e dell’ambiente, il senso di legalità sono valori universalmente sentiti, e necessari a migliorare il livello di benessere diffuso dei cittadini.
La vivibilità dipende anche dal livello di non accettazione di atti anti-civici (gang, vandalismi, sporcizia, incuria degli spazi pubblici, spaccio), dalla presenza di capitale sociale (reti e relazioni comunitarie) e di capitale istituzionale (esercizio della forza, ma anche rispetto delle regole, della fiscalità, formazione dei cittadini, fattori simbolici).
Questo significa che oltre al controllo da parte delle autorità preposte, non ci può essere sicurezza senza un ruolo attivo dei cittadini, senza una condivisione di valori civici, senza sviluppare reti solidali, senza l’aiuto reciproco e una vita sociale di quartiere.
Allo stesso modo, per una migliore qualità della vita, la salute richiede un approccio olistico: alimentazione sana, attività fisica regolare, relazioni sociali positive, gestione dello stress, il tutto supportato da prevenzione e controlli medici, con un ruolo cruciale delle politiche locali che promuovano ambienti sani e accessibilità ai servizi, rendendo il cittadino protagonista attivo della propria salute.
Sicurezza territoriale
Gli interventi di controllo del territorio devono garantire un adeguato livello di tranquillità sociale attraverso la protezione territoriale (ossia la messa in sicurezza dei quartieri con il presidio delle istituzioni), la visibilità allargata per il controllo a distanza, e la riqualificazione dello spazio pubblico come riconquista permanente a funzioni di uso collettivo.
La tutela dei beni culturali e comuni, la prevenzione di atti di microcriminalità, ma anche la fornitura di servizi nei luoghi di ritrovo comune si deve realizzare con interventi di sicurezza attiva e di sicurezza passiva.
Una sicurezza attiva, che rafforzi il ruolo e l’attività degli operatori preposti. Con il potenziamento e la ottimizzazione dell’ufficio di Polizia Locale, con un migliore coordinamento con gli altri operatori (altre forze di polizia, associazioni di volontariato ecc.), con misure proattive e formazione del personale.
Una sicurezza passiva, per passare da una sicurezza reattiva (intervenire dopo l’evento) a una sicurezza preventiva e predittiva. La sicurezza urbana moderna si evolve attraverso l’integrazione di sistemi digitali che trasformano le città in Smart Cities. Videosorveglianza intelligente, sensori, fototrappole e monitoraggio ambientale, piattaforme integrate (centri di controllo) per la condivisione di dati, droni e tecnologie mobili, mappatura geolocalizzata, Intelligenza Artificiale: tutte soluzioni al servizio delle zone considerate più sensibili e a rischio.
Sicurezza stradale
Una corretta pianificazione della mobilità urbana ed extraurbana, realizzata con specifici regolamenti, risponde anche alle esigenze di sicurezza stradale, così come ridisegnata e rafforzata dal Codice della Strada che dal 2024 interviene non solo su sanzioni e controlli, ma influenza anche la progettazione della viabilità locale.
E’ priorità dei Comuni definire limiti di velocità anche a zone, perimetri delle ZTL, aree pedonali e zone a priorità ciclabile, sensi unici, corsie preferenziali e attraversamenti pedonali con l’obiettivo di ridurre le velocità medie, limitare il traffico di attraversamento e rendere più prevedibili i flussi veicolari.
Indispensabile, pertanto, un piano comunale della mobilità, unito ad iniziative di educazione stradale promosse da soggetti istituzionali e dal mondo associativo, che contribuiscano a diffondere una cultura della mobilità responsabile, in linea con gli obiettivi di riduzione dell’incidentalità fissati a livello nazionale ed europeo.
